Il giovane Eddie lavorava presso un pompa di benzina e le sue passioni erano il surf e la musica.
Il nastro sul quale mise le mani era di una nuova band di Seattle formata da Stone Gossard e Mike McCready alle chitarre, Jeff Ament al basso e Matt Cameron (batterista anche dei Soundgarden) alla batteria: in poche parole i futuri Pearl Jam!.
Canzoni leggendarie come Alive o Once nacquero in questo modo.
I testi e la prova vocale di Vedder convinsero subito la band che trovò così il proprio frontman.
Ten uscì nel 1991 ed ebbe un enorme successo vendendo oltre 12 milioni di copie nel giro di due anni solo negli Stati Uniti.
L’album è un concentrato di grandissime canzoni hard rock che hanno come riferimento i grandi degli anni ’70 (Who, Led Zeppelin, Aerosmith, Neil Young per citarne alcuni).
La già menzionata Alive, nella quale Eddie racconta della scoperta della vera identità del proprio padre naturale, è una cavalcata rock con un fantastico assolo di Mike McCready nel finale.
Black parla invece di un amore finito e musicalmente è una bellissima ballata che cresce nel finale dove il cantante esprime tutta la propria rabbia.
Tra gli episodi migliori del disco ci sono le dure Once e Why Go, la delicata Oceans e Jeremy, altra intensa ballata, che narra di un ragazzino americano che con una pistola fece strage dei suoi compagni di scuola prima di suicidarsi, fatto realmente accaduto.
Non ci sono comunque passi falsi nell’album, tutte le canzoni sono di ottimo livello.
Nei testi e nella musica si percepiscono chiaramente la rabbia e le atmosfere intime e depresse tipiche del grunge: questo grazie alla voce intensa e potente di Eddie e alle sonorità, ora aggressive ora più delicate della band.
Ten è un lavoro che a quasi 30 anni dall’uscita mantiene la propria freschezza e non annoia per neanche un secondo: insomma, un capolavoro.



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