Che nottata rockers!
Slash, Miles Kennedy e i Conspirators hanno dato vita a uno di quegli eventi che ti rimangono impressi per mesi a venire.
Nella cornice underground del meraviglioso Fabrique di Milano qualsiasi evento che si preannuncia grandioso diventa ben più di quello che sono le aspettative, sarà la vicinanza dagli artisti, sarà che ieri sera si respirava rock 'n roll ovunque ci si girasse ma di una sera così, in Italia, ne avevamo assolutamente bisogno.
Entriamo nel dettaglio di ciò che Slash&Miles ci hanno fatto ascoltare ieri.
La serata si è aperta con un bel gruppo rock-blues chiamato Bishopp Gunn (di cui parleremo) che dopo venti minuti di intrattenimento ha lasciato il palco a un puntualissimo Slash, iniziando addirittura alle 20.58 (due minuti in anticipo!) con The Call Of Wind, che ha messo subito sull'attenti i più desiderosi di ascoltare le tonalità assurde di Miles e i primi assoli di Slash.
Con Halo,Ghost,Back From Cali iniziamo a capire di che pasta siano fatti i famigerati Conspirators, autori di grandi assoli di basso (Todd Kerns), batteria (Brent Fitz) e accompagnado quelli di Slash con la chitarra ritmica di (Frank Sidoris).
Il Fabrique esplode in un urlo di gioia e appare qualche cartellone, tra cui "Miles you are MY ANTIDOTE" ad accompagnare la canzone sugli antidoti appunto.
Dopo una malinconica, ma rockeggiante, Boulevard Of Broken Hearts, cantata da un Miles in forma startosferica ( di cui non si nota differenza tra live e studio) il microfono viene lasciato al bassista Kerns che da grande intrattenitore offre due stupende interpretazioni di We're All Gonna Die e Doctor Alibi, ricordando Lemmy dei Motorhead, co-autore del brano con Slash.
Fermi tutti! Momento Guns ! Si parte a bomba con Nightrain e tutte quelle magliette sfoggianti il logo dei GNR finalmente sono accontentate nel vedere un grondante Slash lasciare pozze di sudore sull' assolo più hard rock che sia.
Starlight e You're a Lie fanno da preludio a uno dei primi successi del team Slash-Miles cioè World On Fire, effettivamente "on fire" è lo slang giusto per definire lo stato d'animo dei rockers presenti c'è chi balla e c'è chi piange di gioia, tutte sensazioni che solo il rock può dare.
L'ultimo brano della serata diventa così una dolce-amara sensazione, la dolcezza ce la da Anastasia, il brano che mette più in mostra la paurosa tecnica di Slash e regala un riff che ti fa uscire canticchiando nella lunga fila verso l'uscita, nessuno vorrebbe andarsene da una serata così, con artisti così, con un dio della chitarra così, che ci ha regalato emozioni grandi così.
Thanks Slash!





Commenti
Posta un commento