Siamo ritornati nella bella cornice genovese de La Claque, questa volta per ascoltare un gruppo storico: i Motorpsycho (non è un caso se il loro nome indica un qualcosa di ipnotico).
E’ un gruppo difficile da etichettare in una precisa categoria visto che nella propria carriera ha spaziato fra vari generi ed influenze.
Nell’esibizione di questa serata li potremmo definire degli hard rocker psichedelici, che ti ammaliano con la propria bravura e ti ipnotizzano con suoni tonanti e code strumentali interminabili.
Il set ha inizio con The Tower, seguita da Ship of Fools: due pezzacci che mettono in mostra le dita di acciaio di Hans Magnus Ryan, tutto barba e assoli infiniti presenti in ogni brano come marchio di fabbrica.
Altro gran bel rock viene fuori da Psychotzar, The Other Fool e The Cuckoo in cui la voce di Bent Sæther, membro fin dagli esordi della band, si fa sentire più spesso.
La percentuale tra voce e momenti strumentali è comunque assolutamente a favore della seconda componente nei lunghi brani, che in molti casi superano anche i dieci minuti.
The Crucible e Mountain sono pezzi splendidi, realizzati come nella versione in studio.
Vi assicuriamo che qui l'effetto ipnosi si fa davvero sentire e si ha come la sensazione di essere parte integrante della band.
Il coinvolgimento è grande e vorremmo che la serata non finisse mai.
Purtroppo però la serata volge al ermine: il gruppo si congeda con le stupende Walking on the Water e 577, infinite marce psichedeliche di chitarra elettrica, basso, tastiera e una batteria provata dalle mille battute.
La sezione acustica collocata a metà concerto passa quasi in secondo piano schiacciata tra brani più duri ed estremi che la band spinge fino alla morte.
A La Claque di Genova i norvegesi Motorpsycho hanno ipnotizzato tutti, noi compresi, per due ore e mezza di pura follia Hard rock molto molto progressivo e psichedelico, lasciandoci i timpani in fiamme ma felici e contenti.

Commenti
Posta un commento