Tratto da Rock bazar di Massimo Cotto
"Non è da tutti essere sbattuti fuori dalla propria festa. I Nirvana ci sono riusciti.
È il 13 settembre 1991. Sta per uscire Nevermind. Siamo al Re-Bar di Seattle. Discografici, amici e giornalisti affollano il locale per festeggiare l’uscita del secondo album dei Nirvana. Lo stato di Washington non consente la vendita di superalcolici nei bar, quindi, per aggirare questa spiacevole restrizione, i Nirvana introducono di nascosto una cassa di whiskey.
La serata procede tranquilla. Kurt Cobain riesce a convincere il deejay Bruce Pavitt che non è davvero il caso di trasmettere Nevermind per tutta la sera. Dopo un paio di volte, meglio cambiare, meglio un bel po’ di punk e qualche virata sulla disco.
Parte puntuale un food fight, gioco che non manca mai in nessuna festa che si rispetti alla quale partecipino delle rockstar. Salsa texana e salsa di cipolle, tramezzini e dolci. Molto adolescenziale. I buttafuori non gradiscono, ma resistono. Fino a quando Kurt non ha la brillante idea di far rotolare per il pavimento i fusti di birra vuoti e di bere a canna dalle bottiglie di whiskey.
I buttafuori intervengono. Prendono per il collo i Nirvana e li cacciano. I discografici provano a intercedere: “Sono i Nirvana. La festa è per loro”.
Niente da fare.
Da lì a poco sarebbero decollati e nessuno avrebbe più avuto il fegato di sbatterli fuori da una festa. Figuriamoci la loro."
"Non è da tutti essere sbattuti fuori dalla propria festa. I Nirvana ci sono riusciti.
È il 13 settembre 1991. Sta per uscire Nevermind. Siamo al Re-Bar di Seattle. Discografici, amici e giornalisti affollano il locale per festeggiare l’uscita del secondo album dei Nirvana. Lo stato di Washington non consente la vendita di superalcolici nei bar, quindi, per aggirare questa spiacevole restrizione, i Nirvana introducono di nascosto una cassa di whiskey.
La serata procede tranquilla. Kurt Cobain riesce a convincere il deejay Bruce Pavitt che non è davvero il caso di trasmettere Nevermind per tutta la sera. Dopo un paio di volte, meglio cambiare, meglio un bel po’ di punk e qualche virata sulla disco.
Parte puntuale un food fight, gioco che non manca mai in nessuna festa che si rispetti alla quale partecipino delle rockstar. Salsa texana e salsa di cipolle, tramezzini e dolci. Molto adolescenziale. I buttafuori non gradiscono, ma resistono. Fino a quando Kurt non ha la brillante idea di far rotolare per il pavimento i fusti di birra vuoti e di bere a canna dalle bottiglie di whiskey.
I buttafuori intervengono. Prendono per il collo i Nirvana e li cacciano. I discografici provano a intercedere: “Sono i Nirvana. La festa è per loro”.
Niente da fare.
Da lì a poco sarebbero decollati e nessuno avrebbe più avuto il fegato di sbatterli fuori da una festa. Figuriamoci la loro."

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