La band che in assoluto è stata fondamentale sotto diversi punti di vista nella mia vita è sicuramente riconducibile agli Ac/Dc. Un mio amico mi fece conoscere la band alla fine degli anni 70 e parliamo dei tempi del primo vocalist Bon Scott. I miei primi dischi furono Let There Be Rock, Powerage ed il live If You want blood. Quello fu il mio svezzamento!
Poi rimasi sconvolto come tutti per l’improvvisa scomparsa di Bon e sorpreso dalla velocità di reazione della band, che nel giro di pochi mesi, con l’innesto di Brian Johnson entro’ in studio e pubblico’ il monumentale Back in Black.
E fu nel 1984, qualche mese dopo la pubblicazione di Flick, che andai allo stadio del baseball di Nettuno a vederli in concerto con i giovani Motley Crue di Shout at the devil come opening act. Avevo 18 anni. La vita mi porto’ un paio d’anni più tardi a trasferirmi per motivi di studio e di lavoro negli States, dove collezionai una decina di loro concerti live nell’arco dei miei 5 anni di permanenza americana . Il tour di Fly on the wall, poi quello di Who Made Who, poi non ricordo veramente più! Faccio veramente fatica a ricordare e mi aiuto con i gruppi spalla per collocarli temporalmente. I Krokus di Ballroom Blitz, I Whitesnake di 1987, i giapponesi Loudness... e nel frattempo collezionavo versioni statunitensi dei dischi e anche qualche chicca australiana che trovai nella Mecca dei negozi di dischi, It’s Only Rock’n’roll a New York.
La soddisfazione di incontrare ed intervistare Brian Johnson e Malcolm Young, quando scrivevo di heavy rock e poi da discografico, l’onore di lavorare con loro a partire dal 1995 alla Sony. Lo penso sinceramente : sono stato fortunato , molto fortunato. Altri 4-5 concerti ed incontri ufficiali con la band per consegnargli dischi di platino e premi vari. Non facilissimi dal punto di vista manageriale, ma ad un gruppo così si perdona e concede tutto.
La morte di Malcolm mi ha colpito molto e credetemi quando dico che se Angus e’ sempre stato il vero frontman, il motore del gruppo era proprio Malcolm. Il Capitano della squadra. Sono più di 40 anni che li ascolto e che mi professo loro fan. Il mio disco preferito è quel primo live, If You Want Blood, seguito da Back in Black ed a seguire Let There Be Rock. Il mio pezzo preferito in assoluto è “Sin City”, seguito da “Whole lotta Rosie” e “Let there be rock”!
Poi rimasi sconvolto come tutti per l’improvvisa scomparsa di Bon e sorpreso dalla velocità di reazione della band, che nel giro di pochi mesi, con l’innesto di Brian Johnson entro’ in studio e pubblico’ il monumentale Back in Black.
Nel frattempo avevo recuperato tutti i loro dischi precedenti, letto libri, visto il docufilm e votato la mia passione più grande per questa incredibile band australiana. Gli anni 80 ci portarono For Those About To Rock prima e Flick of the switch poi.
E fu nel 1984, qualche mese dopo la pubblicazione di Flick, che andai allo stadio del baseball di Nettuno a vederli in concerto con i giovani Motley Crue di Shout at the devil come opening act. Avevo 18 anni. La vita mi porto’ un paio d’anni più tardi a trasferirmi per motivi di studio e di lavoro negli States, dove collezionai una decina di loro concerti live nell’arco dei miei 5 anni di permanenza americana . Il tour di Fly on the wall, poi quello di Who Made Who, poi non ricordo veramente più! Faccio veramente fatica a ricordare e mi aiuto con i gruppi spalla per collocarli temporalmente. I Krokus di Ballroom Blitz, I Whitesnake di 1987, i giapponesi Loudness... e nel frattempo collezionavo versioni statunitensi dei dischi e anche qualche chicca australiana che trovai nella Mecca dei negozi di dischi, It’s Only Rock’n’roll a New York.
La soddisfazione di incontrare ed intervistare Brian Johnson e Malcolm Young, quando scrivevo di heavy rock e poi da discografico, l’onore di lavorare con loro a partire dal 1995 alla Sony. Lo penso sinceramente : sono stato fortunato , molto fortunato. Altri 4-5 concerti ed incontri ufficiali con la band per consegnargli dischi di platino e premi vari. Non facilissimi dal punto di vista manageriale, ma ad un gruppo così si perdona e concede tutto.
La morte di Malcolm mi ha colpito molto e credetemi quando dico che se Angus e’ sempre stato il vero frontman, il motore del gruppo era proprio Malcolm. Il Capitano della squadra. Sono più di 40 anni che li ascolto e che mi professo loro fan. Il mio disco preferito è quel primo live, If You Want Blood, seguito da Back in Black ed a seguire Let There Be Rock. Il mio pezzo preferito in assoluto è “Sin City”, seguito da “Whole lotta Rosie” e “Let there be rock”!


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