14 Dicembre 1988, una data che non dimenticherò mai. Ero nel pieno del mio soggiorno americano che si protrasse dall’estate del 1986 al Natale del 1990. Frequentavo un master in giornalismo all’Indiana University a Bloomington, a circa un’ora di macchina da Indianapolis, capitale dello Stato.
E andava a tutti i concerti ed intervistavo chiunque, come inviato di Metal Shock, Flash, Chitarre ed altri magazines.
Ozzy venne a presentare No Rest For The Wicked, il primo album col suo nuovo axe hero: Zakk Wylde. Opening act gli Anthrax, freschi di State of Euphoria. Ho sempre pensato che il fatto di essere in Indiana fosse un incredibile vantaggio. A New York, Boston, Miami o Los Angeles non sarei mai riuscito a fare tutto quello che ho fatto. Ma Indianapolis era un centro nel Midwest e che un italiano continuasse a chiedere di intervistare chiunque da lì, deve essere suonato curioso e pittoresco e non ho mai avuto problemi! Dunque eccomi al Market Square Arena, casa degli Indiana Pacers per incontrare Danny Spitz, chitarrista degli Anthrax, con cui parlai di tante cose, tra le quali questa loro passione sfrenata per la metal bands francese Trust, di cui realizzarono la cover di “Antisocial”, proprio in State of Euphoria.
Il tempo di una birra con Scott Ian e poi venni introdotto all’incontro con Zakk, che girava nel
backstage con a tracolla l’elettrica concentrica gialla e nera che tutti associammo a lui. Era entusiasta e un tantino nervoso e mentre parlavamo
nel camerino continuava ad abbozzare una sequenza di note che mi suonava familiare..... era l’assolo di “Devil’s Daughter”, che ad un certo punto mi chiese di poter suonare perché non riusciva a memorizzare una variazione nel solo, rispetto alla versione del disco. No, voglio dire.... mi fa sentire le due versioni e mi chiede se secondo me la seconda delle due possa essere più efficace ...... un bel momento !
Un capitolo totalmente a parte meriterebbe l’incontro con Ozzy. La faccio molto breve: intervista negata con Lui, ma mi invita a bere un thè nel camerino e parliamo di calcio e Metal, prende in braccio una figlia ed ad un certo punto arriva la moglie Sharon per chiedermi di lasciare Ozzy prima dello show.
Mi guardo gli Anthrax da dietro le quinte e poi resto li. Backstage. La porta del camerino di Ozzy è leggermente aperta.
È li, seduto sulla sua poltrona di pelle. Sembra rilassato, un pochino perso . Poi ad un certo punto si alza di scatto e comincia a muoversi. È 10 metri da me, lo vedo pronunciare delle parole ma non capisco cosa e sono preoccupato che arrivi Sharon a cacciarmi via! It’s showtime: Ozzy viene accompagnato quasi di peso sul palco.
Il primo pezzo in scaletta è “I don’t know” ma la cosa che mi sconvolge è il suo incredibile magnetismo.
Ci sono 15 mila fans urlanti, che vanno praticamente in trance negli effetti sonori distorti e nel fumo che avvolge il palco e quando lui appare al centro dell scena, l’urlo è istantaneo e dilagante. Il pubblico accoglie il suo Sacerdote massimo. Restai tutto il tempo lì inebetito da come Ozzy gestisse la scena e dettasse i tempi del live.
14 Dicembre 1988, come potrei dimenticarlo .....



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