5 Giugno 2016, sono passati ormai quasi 4 anni! In quella data ho coronato un sogno.
Nella mia esperienza mi sono appassionato ad alcune cose che inevitabilmente hanno finito per caratterizzare la mia esistenza. Il muro di Berlino ad esempio o le tradizioni celtiche . Nella musica ho sviluppato alcune “fisse” come quella per la tre giorni di Woodstock, estate 1969.
Avevo 2 anni all’epoca, ma i tanti libri letti e tutte le informazioni che ho potuto carpire negli anni, mi hanno fornito un quadro d’insieme interessante e ricordo che già una decina d’anni fa tenni una lecture a Brescia per raccontare questo storico evento. E un’estate andai ospite al Nistoc, un festival campeggio che si teneva a Nistisino, sul lago di Iseo ad inaugurare la serata iniziale con il mio racconto e le immagini del dvd.
Insomma quando 4 anni fa i miei amici newyorkesi mi proposero di andare a visitare Woodstock, mi venne un groppo in gola! La distesa è rimasta incontaminata e negli anni ci continuano ad organizzare festival e fiere.
La settimana dopo quella in cui andai io, ci sarebbe stato un festival di arpe celtiche . Appena arrivi c’è questo masso dipinto coi nomi di chi prese parte a quell’indimenticabile evento. Ti fanno fare il giro completo e ti spiegano tutto nei minimi dettagli. Chi ? Volontari che assistettero allo show del 69! Li c’era il palco, qui i camerini improvvisati , da quella parte atterravano gli elicotteri con gli Artisti e li c’era l’infermeria. Insomma roba da non crederci . Ero lì! Calpestavo quel prato! Poi c’è una sorta di museo con al suo interno ogni sorta di reliquia e memorabilia . La giacca di Hendrix, la fascia dei capelli di Santana , il foulard di Joan Baez. Ma non solo, anche una sequenza infinita di istallazioni con piccoli video che spiegano l’organizzazione di una cosa di quella portata .
All’interno sempre i volontari reduci che ti raccontano la loro esperienza e il tipo con cui parlai io doveva essersi fatto troppi acidi perché mi disse che non riusciva a trovare sul prato l’esatto punto dove fosse accampato . E che alla fine c’era riuscito perché in quel punto poggiandoci il piede sopra aveva sentito la scossa! Però davvero ne varrebbe la pena ! Andare dico e visitare la location.
Al bookstore mi sono fatto prendere un po’ la mano ed ho speso una fortuna tra libri,T-shirts e memorabilia varie. Prima di entrare nel vivo del museo c’è un lungo corridoio sulle cui pareti ci sono le scalette di ogni singola esibizione con gli orari di esibizione e le recensioni originali dell’epoca. Insomma un Nirvana per me!
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