Il disco precedente che è anche l’album d’esordio della band californiana è considerato un vero capolavoro e anche una delle prime risposte, insieme ad Aerosmith, Blue Oyster Cult e pochi altri alla sfida lanciata dai gruppi inglesi , a cavallo tra l’hard rock e quello che stava diventando l’heavy metal.
I Van Halen del primo album sono portentosi ! Da una parte il talento innovativo del grande chitarrista Eddie e dall’altra l’istrionico ed incontenibile stile di Diamond Dave Lee Roth in una band letteralmente esplosiva .
Non mi dimenticherò mai quando nel 77 ascoltai “I’m the one” alla radio. Rimasi folgorato. Avevo 11 anni e di li a poco ero un fan della band . Quello è un disco che semplicemente non è ammissibile non avere nella propria collezione, a prescindere dai gusti musicali , un po’ come Songs from the big chair dei Tears for Fears o Kind of blue di MilesDavis.

E probabilmente l’album che ho ascoltato di più nella mia vita e se fossi costretto a nominare un solo disco da portare con me su Marte , Van Halen 1 sarebbe la mia scelta . Amo sicuramente più gli Ac/Dc ed i Rush dei Van Halen, ma dovendo indicare un solo disco direi questo di un’inezia su Back in black . E due inezie su Moving Pictures.
Poi nel corso della loro storia i Van Halen hanno ribadito il concetto con il secondo album del 1979, Women and children first , uno straordinario Fair Warning, un divertente Diver Down sino ad arrivare a 1984 l’Album di “Jump”, “Panama” e “Hot for teacher”. Poi con l’arrivo di Sammy Hagar al posto di David la musica cambiò. E pensare che Sammy era un mio idolo, ma per me i Van Halen sono quelli di Diamond Dave. Il mio pezzo preferito di quel primo disco è indubbiamente “Ain’t talking about love”!


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