Pesco nei ricordi di una vita ma stavolta potrei non essere così preciso.
Lo scenario è la Germania, il periodo “dovrebbe essere" gli ultimi mesi del 1989.
Ero quasi alla fine della mia avventura americana, che si sarebbe protratta per gran parte dell’anno successivo. Ma definitivamente era in una pausa europea a fine 89. L’etichetta tedesca Noise mi invitò ad Hannover per andare ad ascoltare in anteprima il primo album dei Gamma Ray.
Ricordo che ci recammo in studio e poi tutti a pranzo in un ristorante greco lì vicino. La tipa della Noise mi chiese se avessi avuto impegni tali da impedirmi di andare a Berlino per fare altre interviste. Non avevo particolari impegni e soprattutto la mia amica tedesca aveva detto una parolina magica: Celtic Frost ! Erano allo Sky Track Studio per incidere Vanity/Nemesis.
Partiamo in macchina al mattino presto e mentre corriamo sull’Autobahn, la tipa mi informa che dovremo passare il confine con la DDR per entrare a Berlino. Dunque questo avveniva nel mese di Ottobre, ad un mese dalla caduta del fatidico muro. Avevo 23 anni ed una buona dose di incoscienza e quando arrivammo a 20 metri dal confine, mi venne una discreta dose di ansia . Fuori dal gabbiotto c’erano dei Vopos con mitra al colllo. Per niente una bella immagine . Ma ero appassionato di fantapolitica e furioso lettore dei libri di John Le Carré, Fredrick Forsyth e Len Deighton, dunque la situazione era anche elettrizzante! Beh lei scese dalla macchina col mio passaporto ed un po’ di soldi e nel giro di 15 minuti avevo un prestigioso visto della Repubblica Democratica Tedesca stampigliato sul passaporto!
Non dimenticherò mai il degrado che scorreva davanti ai miei occhi mentre raggiungevamo Berlino Ovest . Rimasi li due giorni, andai in studio ad ascoltare quel nuovo album dei Celtic Frost e parlare con Tom Warrior e Martin Eric Ain. Poi altre tre o quattro interviste. Mille Petrozza dei Kreator in un caffè berlinese, una telefonica dall’ufficio Noise con i Running Wild e una band di cui non ho più sentito parlare dopo, i Lanadrid. Bellissima esperienza però . Sarei tornato a Berlino l’anno dopo, per assistere allo storico concerto organizzato da Roger Waters ed intitolato ovviamente The Wall.



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