È arrivato settembre, un mese di transizione tra la spensieratezza dell’estate che fugge via e il lento avvicinarsi dell’inverno. Settembre è un mese in cui si ricomincia lentamente, in cui si cominciano invece cose nuove, in cui si chiudono vecchie porte. Settembre è il vero inizio dell’anno.
Tanti sono i poeti, musicisti e artisti che hanno dedicato un’opera a questo mese, fra tanti c’è un brano che puntualmente mi torna alla mente durante questo periodo: “Impressioni di settembre” della Premiata Forneria Marconi. È il brano di punta dei PFM e non è difficile neanche capirne il perché.
Il testo che crea immagini così reali nella nostra testa è frutto di ciò che un tizio, in una mattina di settembre, ha visto. Il tizio in questione è Mogol. «ll brano è una fotografia momento per momento di quello che ha visto; la rugiada era vera, il cavallo era vero, e questo, insieme a quel suono, ha creato la suggestione» - afferma Franz Di Ciocco, leader dei PFM.
Il suono di cui parla Franz è frutto di una sua intuizione. Il ritornello, infatti, è suonato non cantato come nei ritornelli classici e quel suono che lo componeva derivava dal sintetizzatore moog usato per la prima volta nella musica italiana. A riguardo Franz dice: “Era uno strumento dalle sonorità nuove, simili a quelle delle tastiere e dei fiati. Sapeva di terra, di cielo, di mare e di tutte queste cose insieme.”
Per il testo, per le sonorità innovative che accompagnano le immaginate dalle parole, “Impressioni di settembre” rappresenta un capolavoro della musica italiana.
E così - “No, cosa sono adesso non lo so, sono un uomo in cerca di sè stesso, sono solo il suono del mio passo”- descrive benissimo Settembre e soprattutto Settembre in questo anno in cui avere delle certezze è sempre più difficile, in cui si arriva a perdere il focus sul nostro Io.
Vi saluto così come termina la canzone: “E intanto il sole tra la nebbia spunta già, un giorno come sempre sarà”.
Buon settembre Rockers,
Luana



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